Fase 2

Perchè indossare le mascherine?

L’incredibile e sottovalutata efficacia dell’utilizzo delle mascherine

Questo articolo prende spunto, oltrechè la maggior parte di dati e grafici, dall’articolo di Pueyo “Coronavirus: The Basic Dance Steps Everybody Can Follow” già citato nell’introduzione a questa serie di articoli

Fino a qualche mese fa associavamo l’uso delle mascherine ai paesi asiatici, fatto che noi occidentali abbiamo sempre associato a certi problemi di smog soprattutto in alcune zone della Cina, ma che in realtà deriva da una serie di fattori storici, culturali e religiosi, come approfondisce questo articolo.
A causa dell’epidemia di Coronavirus, ovviamente si è iniziato a parlare di mascherine anche da noi.

Ma vi ricordate quando ci dicevano che indossare le mascherine era inutile? Immagino sia un pochino spiazzante ora pensare al fatto che invece adesso l’utilizzo delle mascherine sia stato reso obbligatorio (in alcune situazioni – ovviamente secondo criteri diversi da regione e regione e da stato a stato).

Come potete notare dal grafico successivo (che prendo in prestito dall’articolo di Pueyo), a partire da metà Marzo sono aumentati i paesi che hanno reso obbligatorio – almeno in alcune situazioni pubbliche – l’utilizzo delle mascherine. Il grafico arriva al 22 Aprile, dove potete vedere che il 25% dei paesi ha introdotto l’obbligo di utilizzo delle mascherine.

Asse Y: % di paesi in cui è obbligatorio le mascherine / Asse X: Data

Ma come si spiega questa apparente contraddizione? Cosa è cambiato? Sicuramente il punto fondamentale riguarda le maggiori ricerche effettuate rispetto alla modalità di contagio, argomento del prossimo paragrafo.

Perchè ci dicevano che le mascherine erano inutili?

Le infezioni respiratorie solitamente si possono diffondere attraverso meccanismi di inalazione (semplifico, più dettagli qui), nel senso che il contagio avviene attraverso aria contaminata, ovvero tramite:

1. Droplets: le goccioline di acqua emesse da aria espirata. Sono relativamente grosse e quindi dopo poca distanza “cadono”.
2. Aerosols: particelle molto più piccole che essendo più leggere possono essere veicolate dalle correnti d’aria e quindi percorrere una distanza più lunga.

A questo bisogna aggiungere la possiblità che il contagio avvenga attraverso il contatto con superfici contaminate: ad esempio nel caso in cui qualcuno tossisce, si copre con la mano e poi tocca la maniglia di una porta che poi verrà toccata da qualcun’altro.

Inizialmente si pensava che il Coronavirus si diffondesse prevalentemente attraerso i droplets emessi durante i colpi di tosse e che queste goccioline cadessero relativamente in fretta al suolo (prima che raggiungessero i due metri di distanza). Da questa premessa ne derivava che le più alte probabilità di contagio avvenivano in caso di colpo di tosse ravvicinato o di contatto con superfici contaminate.

Per questo motivo, unito al fatto che gli operatori sanitari si sarebbero invece dovuti trovare in situazioni ad alto rischio di contagio – dovendo stare a stretto contatto coi pazienti – e al fatto che la produzione di mascherine era tutt’altro che sufficiente per garantire una mascherina a tutti, si è scelto di dare – giustamente – priorità agli operatori sanitari.
Il problema è che invece di dire “non abbiamo abbastanza mascherine per tutti, quindi dobbiamo dare la priorità agli operatori sanitari” si è scelto di dichiararne l’inutilità, creando un problema di credibilità nel momento in cui si è arrivati a doverne consigliare l’uso.

Infatti, col passare del tempo, le ricerche sono progredite e sono arrivate informazioni importanti rispetto alle modalità di trasmissione.

  1. Si è scoperto che in caso di tosse o starnuto le particelle possono arrivare a ben più di 2 metri di distanza.
  2. Si è scoperto che per generare i droplets non è necessario tossire. Anche cantare è sufficiente, persino il solo respirare!
  3. Si è scoperto che le particelle di aerosol possono rimanere in aria anche per 3 ore. Nota: queste particelle ovviamente hanno meno carica virale (quindi difficile che parta il contagio) e quindi difficilmente la cosa è rilevante negli spazi aperti, mentre lo può essere negli spazi chiusi dove queste particelle possono essere emesse in maggiori quantità.

Ecco qui un po’ di materiale se volete approfondire la questione:

Alla luce di queste informazioni, si è capito quindi che l’utilizzo delle mascherine è molto importante per limitare la diffusione del contagio. Ovviamente restano aperte molte domande: quanto sono efficaci le mascherine? quali mascherine indossare? Queste domande sono state affrontate in questo interessante studio e le affronto nel prossimo paragrafo.

Mascherine: domande e risposte

Quanto sono efficaci le mascherine?

Altro grafico rubato da Pueyo. In asse Y viene misurata la quantità di particelle che viene fatta passare, in asse X la grandezza delle particelle. Il blu nel caso venga indossata una mascherina chirurgica, in azzurro una mascherina fatta in casa, in rosso senza mascherina

Due cose si possono notare: la prima è che le mascherine possono essere estremamente efficaci e la seconda è che bastano veramente anche le mascherine fatte in casa per avere un certo impatto.

Quanto possono limitare il tasso di contagio?

Grafico rubato da Pueyo che lo prende da qua: https://arxiv.org/abs/2003.07353. In asse Y la percentuale di persone che indossa una mascherina, in asse X la % di efficacia della mascherina. I colori e le linee indicano il tasso di contagio. Dove il colore è blu il tasso di contagio R0 è inferiore a 1

Questo grafico dice una cosa importante: se il 60% della popolazione indossasse maschere con una percentuale di efficacia del 60%, R0 scenderebbe a un valore inferiore a 1, fermando di fatto l’epidemia. Non mi avventuro nel discorso di come viene definita la percentuale di efficacia, ma il punto è che le maschere possono avere un impatto enorme, tenendo conto inoltre che ci sono alcuni effetti secondari che non vengono considerati nell’analisi, come ad esempio che il fatto di avere una maschera diminusce le possibilità che una persona si tocchi la faccia, o comunque mantenga una soglia di allerta più alta. Lo studio che ispira questo grafico è molto importante e da un’indicazione precisa: è molto importante che le mascherine vengano utilizzate il più possibile.

Devo mettere la mascherina anche se non ho sintomi?

Immagino non sia più necessario dirlo a questo punto, ma la risposta è sì. Si è parlato spesso del ruolo degli asintomatici nei contagi e anche gli stessi sintomatici possono comunque essere contagiosi prima di sviluppare i sintomi. Quindi è importante che tutte le persone indossino le mascherine in pubblico e soprattutto nei luoghi chiusi dove il contagio può essere tremendamente efficiente, come dimostra questo studio sudcoreano riportato da Medicalfacts di Burioni: https://www.medicalfacts.it/2020/04/27/coronavirus-trasmissione-call-center-corea-del-sud/.
A questo proposito: nei casi in cui uno prevede il contatto prolungato con persone in un luogo chiuso, consiglierei vivamente l’utilizzo di una mascherina FFP2 (non necessaria ovviamente se tutte le altre persone indossassero le mascherine per tutto il tempo), altimenti chirurgiche o anche di tessuto o fatta in casa.

Quali sono i materiali migliori per fare una mascherina?

In asse y i tipi di materiali che spesso vengono usati per le mascherine fatte in casa (Seta, Biancheria, Mix Cotone, Sacchetto dell’Aspirapolvere, Mascherina Chirurgica, Federa Antimicrobica, Federa Normale, Strofinaccio, Sciarpa, Maglietta 100% Cotone), inasse x la % di particelle filtrate

Come si vede da questo grafico, sono molti i materiali che possono essere utilizzati, ad esempio il comportamento di una mascherina di seta o di cotone (meglio misto cotone) non è così lontano dall’efficenza di una mascherina chirurgica.
Dal grafico successivo si può vedere che creando più strati di spessore se ne può aumentare l’efficacia:

In asse Y l’efficienza di filtraggio, in asse X la grandezza delle particelle filtrate. In rosso seta (solo 1 strato), in verde sempre seta ma 4 strati, in blu la flanella e in viola lo chiffon

Ma la cosa più importante da sottolinare è che mischiando i materiali si possono ottenere risultati straordinari.

Asse x e y come nel grafico precente. In rosso la mascherina N95 (FFP”), in verde il mix cotone/seta, in blu cotone/chiffon, in viola cotone/flanella

La mascherine in cotone misto a seta, chiffon o flanella arrivano addirittura comportarsi in maniera paragonabile a una mascherina N95 (la nostra FFP2!), perchè materiali diversi si complementano a vicenda arrivando a raggiungere un maggiore potere filtrante.
Se siete interessati al fai da te qui un tutorial sul come prepararsi la propria mascherina: https://www.youtube.com/watch?v=CbRsb0T7Oz8

Come si utilizzano?

Ecco alcuni consigli utili presi da questo articolo:

  • Lavarsi le mani prima di toccare la mascherina.
  • Assicurarsi che la mascherina copra naso e bocca e che sia confortevole.
  • Evitare di toccarla in pubblico e nel caso e sostituirla in caso si abbia l’impressione che sia consumata.
  • Quanto è il momento di toglierla, farlo con attenzione utilizzando i laccetti ed evitare di toccare la parte anteriore della mascherina.
  • Le mascherine lavabili vanno messe direttamente in lavatrice dopo l’uso e possono essere lavate assieme ad altri vestiti.
  • Nel dubbio lavarsi un’altra volta le mani

Bisogna usare le mascherine!

Sinceramente non mi aspettavo che le mascherine sarebbero state uno strumento così potente per diminuire il contagio e non mi aspettavo il fatto che anche delle mascherine fatte in casa sarebbero potute essere così efficaci. Sono contento che al momento in Lombardia ci sia l’obbligo di utilizzo e credo che si potrebbe addirittura proporre l’obbligo a livello nazionale anche all’esterno. Ovvio, se non c’è nessuno intorno e si vive in luoghi periferici, si può anche approfittare per togliersela un attimo (ma attenti a come la maneggiate!) ma in un contesto urbano e di centro città anche passeggiare per strada potrebbe non essere così distante da un assembramento – nonostante la mobilità ridotta. Nel caso in cui due persone si incrociassero senza mascherina il metro e mezzo di distanza potrebbe non essere sufficiente a evitare la trasmissione del contagio, mentre la mascherina potrebbe fornire adeguata copertura anche nel caso in cui logisticamente non si riesca a rispettare la distanza minima (cosa che nella concretezza della vita reale può succedere).

Importante comunque sottolineare che lo studio citato è un preprint e sarebbe interessante avere altri studi, anche se quasi tutti gli studi che analizzano le modalità di contagio sembrano andare nella direzione comune di ritenere le mascherine importanti. Quanto è difficile dirlo, ma resta comunque una misura facile da implementare, dal costo relativamente basso e anche relativamente più semplice da far rispettare (penso a tutto il dibattito sulla questione congiunti, sulle distanze, ecc…).

Purtroppo in questo servizio di Piazza Pulita sulle lamentele degli imprenditori veneti che non possono aprire la propria attività durante la fase 2 mi ha colpito la lamentela di un albergatore che parla del fatto che una receptionist con la mascherina possa in un certo senso far passare la voglia di fare vacanza. Al di là della giusta riflessione sul fatto che in un periodo del genere, anche quando ci sarà la possibilità, non è detto che la gente abbia voglia di andare in vacanza, ho trovato spesso rispetto alle mascherine una sorta di pregiudizio estetico – ad esempio anche nelle indagini relative alle RSA sono saltati fuori discorsi come “non mettiamo le mascherine che se no i visitatori si spaventano”.

Ora io penso che sia molto importante spingere il più possibile per l’utilizzo delle mascherine e combattere questa mentalità, considerando i benefici e i costi di implementazione praticamente nulli. Siete scomodi? Provatene un’altra più comoda e comunque vedrete che pian piano vi abituerete.
In questo momento una misura così semplice può essere fondamentale nell’accompagnarci fuori da questa situazione e chissà, potrebbe essere determinante nel farci riguadagnare molte delle libertà a cui abbiamo dovuto rinunciare in questo periodo. Ok servono altri studi e comunque non possiamo affidarci solamente alle mascherine (servirebbe anche maggiore informazione sul corretto utilizzo e sui casi in cui è importante indossarle), ma in questo caso “Basta poco, che ce vò?” come diceva la bambina della campagna AMREF. E allora facciamolo.

PS: aggiungo una piccola spiegazione simpatica riguardo a “cosa serve indossare le mascherine.

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1 Comment

  1. […] L’utilizzo delle mascherine – una misura sottovalutata soprattutto a causa del dibattito iniziale, ma che può essere estremamente efficace – spoiler: molto più efficace di quanto potreste immaginare anche semplicemente quelle fatte in case. Approfondisco nell’articolo “Perchè usare le mascherine“ […]

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